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Il mio repertorio originale nella didattica

Gianfranco Gioia
Pubblicato in News · 17 Luglio 2020
Prendendo spunto dalla visione di un video (video 1) di una recente esecuzione musicale della mia Suite per sax soprano e pianoforte presso il Conservatorio di Žilina, in Slovacchia, ne è scaturita una personale riflessione sulla valenza e l'importanza dell'uso del mio repertorio compositivo originale in ambito didattico e accademico.

Naturalmente avere contezza da tempo di tale diffusa prassi in Italia e all'estero è per me motivo di piacere e soddisfazione, ma mi sono interrogato del perché gli studenti (evidentemente su proposta o con l'avvallo dei docenti), un po' di tutto il mondo, scelgano un brano del mio repertorio originale per i concerti o saggi accademici e, ancor più frequentemente, come brani di studio o d'esame.

In questo senso, infatti, mi è noto, ad esempio, che la citata Suite, oggetto del video, è spesso individuato dagli studenti come brano a scelta libera agli esami di compimento o di laurea presso il Conservatorio di Messina dove, in passato, uno studente ne ha anche realizzato una ampia analisi da inserire nella sua tesi di laurea [cfr. Francesco Parisi, L’interpretazione e  l’evoluzione del genere  della Suite nei compositori del XX secolo con  particolare riferimento  al repertorio originale per sassofono, Conservatorio A. Corelli - Messina, a.a. 2007/08] così come la classe di "Musica d'insieme per fiati" del Conservatorio di Perugia, sotto la guida del Maestro Claudio Paradiso, annualmente include da molti anni miei brani durante lo studio ed i saggi finali. Ed ancora, "Mirrors" per clarinetto basso e soundtrack è stabilmente nel piano di studi dell'Accademia Internazionale di Clarinetto basso di Pordenone, curata dal Maestro Paolo de Gaspari.

Più recentemente, sempre in ambito didattico, sono arrivate anche delle specifiche commissioni. Alludo, tra le altre, alla composizione di Duets per due clarinetti commissionatomi dal docente di clarinetto, Gianluca Campagnolo, dell'ISSM Toscanini di Ribera perché potesse essere utilizzato come brano di studio e d'esame.
Tale commissione chiaramente è scaturita a seguito del laboratorio musicale "Incontro con l'autore" che io stesso ho condotto presso il citato Istituto riberese che ha fatto sì che gli studenti dell'Istituto facessero conoscenza e si misurassero, mostrando interesse e partecipazione, appunto con composizioni nuove e a loro, fino a quel momento, sconosciute. Progetto che poi ha avuto evoluzione e continuità attraveso il progetto internazionale Erasmus, in partnership con il Conservatorio di Stato di Petrozavodsk (Russia) con il progetto "Nuove musiche per ottoni e percussioni".
Presso lo stesso Istituto anche il docente di Musica d'insieme per fiati, Roberto Basile, propone frequentemente mie pagine musicali come oggetto di studio.

Il rapporto con il Conservatorio A. Glazunov di Petrozavodk, in relazione alla consutudine da parte degli allievi di studiare e affrontare il mio repertorio musicale, nonché da parte dei docenti di proporlo, risale tuttavia ad anni precedenti la realizzazione del citato progetto Erasmus, poiché, dopo essere entrato in contatto con i membri del Karelian Saxophone Quartet e la mia successiva partecipazione al Festival Sax presso il Conservatorio russo nel 2017, con annesso concerto monografico dedicato alle mie musiche, ne è seguita la consuetudine di avere eseguiti diversi brani in occasioni di concerti ed esami come nello specifico nella prova di musica da camera dell'esame di diploma finale della sassofonista Ekaterina Lugovykh (di cui alla foto sottostante) e successivamente in quello del diploma finale del sassofonista e amico Alexander Devyatko (al centro nella foto) che ha eseguito in tale occasione la prima esecuzione assoluta di Three different days che è stato composto su sua richiesta ed è a lui dedicato.

 

Tornando alle ragioni di tale interesse, ritengo che esse potrebbero essere rintracciate principalmente nella volontà da parte degli studenti di volere affrontare le difficoltà e le complessità musicali, spesso copiose, delle mie partiture rappresentando ciò una sfida da affrontare, un ostacolo da superare  ed un impegno a migliorare tecnica e musicalità.

Tale prospettiva è in qualche misura supportata anche dal fatto che tali composizioni vengono poi spesso "utilizzate" nei concorsi musicali a cui tali allievi partecipano, come, ad esempio, accaduto a due degli studenti partecipanti al citato laboratorio: Giuseppe Bonaccolta ed Eliana Borsellino che, in duo flauto e pianoforte, hanno poi proposto la mia Sonata per flauto e pianoforte in occasione di vari concorsi musicali nazionali.

L'utilizzo di miei brani come "pezzo di bravura" (non inteso qui, tuttavia, come mero virtuosismo musicale, ma, appunto, come complessità generale del brano), adeguato quindi alla prospettiva della competizione musicale, si evidenzia ampiamente in relazione alla registrazione della Sonata per flauto, clarinetto e pianoforte (video 2) effettuata proprio durante le fasi di un concorso musicale da parte di tre giovani studenti americani (K. Lopez, A. Razey, J. Wehe) che ottennero con tale esecuzione un ottimo piazzamento al concorso. Le difficoltà insite del brano (in questo forse ancor di più di molti altri) hanno premiato la coraggiosa scelta del trio (o forse ha loro portato bene la citazione della canzone "Hasta la victoria siempre" che, non senza una certa ironia, è inserita nel terzo tempo della Sonata).

video 1

video 2





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Last update: 17/11/2020
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