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La Short Mass di Gianfranco Gioia, prefazione di A. Cassata

Gianfranco Gioia
Pubblicato in News · 7 Novembre 2020
Successivamente alla composizione della "Short Mass" (2010), per coro misto e ottetto di sassofoni, chiesi al collega e amico Angelo Cassata di volerne redigere una breve prefazione nella duplice veste di raffinato musicista e di teologo. Qui di seguito il testo:

La Short Mass di Gianfranco Gioia

Immaginiamo un testo, il testo d'un canto. Immaginiamo che quel testo, una poesia, un inno, un cantico, sia musicato più volte da diversi autori. Immaginiamo un testo musicato centinaia di volte da molti autori. Ancora non avremmo l'dea di quanto è depositato nella storia della cultura occidentale dalle innumerevole composizioni sullo stesso testo: la messa. Il termine è improprio e si riferisce al commiato, alle ultime parole del rito: ite missa est, ossia, andate, è finito (il rito), è il congedo. Altri traducono "Andate, [l'offerta] è stata inviata". Missa viene da mittere, in questo caso congedare, più comunemente inviare. Nella letteratura sacra i testi liturgici si distaccano dalle libere composizioni (pensiamo all'opera di Juan de la Cruz, di Ildegarda von Bingen, di Caterina da Siena) per la funzionalità. Si tratta, infatti, di testi usati nelle pratica liturgica, dunque che vivono in forza della loro rappresentazione.

Usiamo lo stesso termine che si usa per il teatro, rappresentazione, perché con il teatro la liturgia ha in comune il suo esistere non in un libro che può essere anche solo letto, ma che vive nella sua azione. Nel teatro è un'azione drammatica, nel rito è un azione liturgica. Lo stesso termine indica un fare, una urgìa. Il peso quantitativo e qualitativo che il testo liturgico  dell'eucaristia, con al centro il sacrificio, fa della messa il più importante testo rappresentativo della nostra cultura.

Ed ecco che qui ed ora una nuova versione dell'antico testo, musicato dal maestro Gianfranco Gioia. L'autore scrive da una scaturigine, da una fonte seguendone il flusso senza coartare con la tecnica compositiva una sorta di pulsare, di scorrere che tende a dar vita a una musica perpetua ottenendo così un'intensità, da uno stress interno, una concentrazione che si riverbera poi nella dimensione orizzontale, temporale dell'incedere ritmico - il tempo musicale, che sappiamo vivere nel tempo crononomico ma eccedente rispetto ad esso, carico d'una dimensione atemporale, sfuggente il ametronomo, la misurabilità. Questo aspetto del tempo musicale è evidente nella dimensione dell'incantamento, tipica della musica di trance, delle musiche umbanda, candomblè. La dialettica tra musica nel tempo e eccedenza rispetto al tempo è una delle caratteristica e del fascino della musica di Gianfranco Gioia.

Angelo Cassata



Angelo Cassata inizia lo studio della musica con il compositore Pietro Fasullo, che lo indirizza poi da Antonio Trombone; si diploma al Conservatorio di musica V.Bellini di Palermo  nella classe di Aurelia Spagnolo.  Il suo debutto è a Riesi (CL) nel 1982.
Registra per la radio RAI. Nel 1988 va in scena il suo spettacolo teatrale “Mozart, le parole e i suoni”, basato sull’epistolario e le musiche di Mozart, a Palazzo Galati, Palermo. Dopo una prima esperienza in Brasile, nel 1989 si trasferisce a Sao Luis do Maranhao, lì insegna  pianoforte alla Escola de musica do Estado. Suona musiche di Mozart, Beethoven e Chopin al Palacio dos Leoes, sede del governo, in occasione  di un galà per il presidente della repubblica, allora Josè Sarney.
Tornato in Italia, nel 1990 fonda l’associazione culturale “Ludus” con  lo scopo di promuovere attività artistiche e pedagogiche di utilità  sociale in Brasile e in Italia. La Ludus nel 1992 realizza quattro  laboratori musicali di quartiere per l’avviamento alla pratica  strumentale per bambini; in maggio, a conclusione dei laboratori, 28 bambini tra violinisti, violisti, violoncellisti, flautisti inaugurano  l’orchestra pro-UNICEF con un concerto al teatro Sant’Anna di Palermo.  Nel 1996 è in Madagascar presso una missione italiana. Nel 1997 si  trasferisce a Genova, poi a Padova, dove studia filosofia.
Torna a Palermo, per due anni lavora come direttore della scuola dell`infanzia  del C.E.I.. Nel 2004 torna in Brasile. Poi a Fossano, dove ha  collaborato con il coro di Saluzzo.
Nel 2007 in marzo consegue il  magistero in scienze religiose presso l’I.S.S.R. di Fossano e in giugno  il baccellierato in teologia presso la facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano. Ha scritto un saggio sull`esperienza degli esercizi spirituali di Ignazio di Loyola dal punto di vista psicologico, un saggio storico sul laicato ed uno teologico su laici e comunità.



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Last update: 17/11/2020
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